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Web Forum 06.12.17 ore 15.00

#11
L’abitudine tabagica purtroppo persiste la spettativa di vita aumenta e la popolazione invecchia queste direi le principali cause

Grazie per le interessante domanda...che io sappia ma ditemi se sbaglio non vi è nessuno studio che abbia direttamentwvcalutato il rischio di riacutizzazione nella popolazione diabetica ma tenendo conto che il diabete può portare ad un maggior rischio infettivo de essendo le infezioni la principale causa di riacutizzazione il rapporto è verosimile....sarebbe bello indagarlo grazie
#12
#12 molto spesso il diabete interessa il mucrocircolo ma può anche portare ad una occlusione dei vasi di più grande calibro questa potrebbe essere un secondo fattore di rischio
#13
Concordo...ma forse speculativamente lo vedrei più come fattore di rischio prognostico negativo in generale piuttosto che di riacutizzazione non trova?
#14
Gentile Professore, volevo sottoporle un caso clinico. Un mio paziente (uomo, 28 anni, nessuna patologia degna di nota nella sua storia clinica), a causa della sua attività professionale, si trova spesso a contatto con la lana di vetro e con la sua lavorazione. Il soggetto in seguito all'esposizione manifesta attacchi di tosse prolungati e sensazione di ostruzione bronchiale. Ha dati relativi agli effetti a lungo termine sull'esposizione a questo tipo di materiali?
#15
Sicuramente si

Leggevo in uno studio che il link pato- genetico tra queste due patologie sembra essere rappresentato dall’infiammazione sistemica, oggi sempre meglio caratterizzata in corso di BPCO, che mediante l’azione di specifiche citochine (TNF- e IL-6) potrebbe spiegare la più probabile comparsa di diabete in corso di BPCO

Il problema in qst pazienti forse è l’uso di steroidi
#16
La lavorazione di prodotti come la lana di vetro (taglio smetigliatura rifinitura) posso produrre come sa particolato inalabile che nelle forme più fini possono portare a deposizione profonda nelle vie aeree e potenzialmente danno polmonare...che io sappia ci sono studi di prevalenza un po’ datati che dimostrano tale rischio e qualche modello animale recente che ne conferma il rischio...le misure di protezione individuale sono imprescindibili e uno studio funzionale approfondito e di imaging secondo me è nsndatorio in questi lavoratori a maggior ragione se giovani e sintomatici

Concordo sui comuni meccanismi infiammatori...certamente plausibile ma più dibattito l’uso dello steroide che fortunatamente oggi giorno è prevalentemente inalatorio

Spero di non aver omesso domande interventi...non facile dal cellulare...e scusate ancora typos
#17
Ho infatti consigliato di porre attenzione ai DPI, che non vengono sempre utilizzati purtroppo. Condivido sull'importanza di effettuare ulteriori studi sull'argomento, poichè molti soggetti lavorano in queste condizioni di esposizione. Dietro ogni problematica c'è un paziente e nostra priorità la loro qualità di vita.
#18
Dottore cosa emerge dagli ultimi studi riguardo alla conta degli eosinofili come biomarcatore della Bpco
#19
Studi recente hanno mostrato che la conta eosinofili a non è un parametro si stabile nella bpco

La persistenza di eosinofilia sopra a 300 cellule mcl avviene in una minoranza di pazienti con bpco e non necessariamente identifica pazienti a rischio di riacutizzazione

A mio modesto parere ad oggi non possiamo dire di avere nella eosinofilia ematica un marcatore solido di severità o andamento di patologia

Diverso potrebbe essere il discorso eosinofilia (ma potremmo discutere a lungo sul cut off) e risposta al trattamento
#20
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