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Web forum del 07.12.17 ore 14:30

#1
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- Merqurio - 
#2
Buongiorno colleghi

Prof secondo la sua esperienza qual'è la granulometria e la velocità di erogazione migliore per avere la più alta deposizione di farmaco nei distretti alveolari?
#3
Si parla di particelle respirabili al di sotto dei 5 micron. La granulometria ottimale per il trattamento delle patologia ostruttive bronchiale è intorno ai 2 micron. Se viene utilizzato un MDI, una ridotta velocità di erogazione garantisce una plume di maggior durata, favorisce la coordinazione mano respiro e quindi favorisce la distribuzione del farmaco. Nei DPI il flusso inspiratorio deve garantire la disaggregazione del farmaco ed il distacco dal carrier.
#4
Prof buonasera, è da un pò che ragiono su questo punto. Secondo lei c'è correlazione tra l’inquinamento indoor e la BPCO? Che lei sappia ci sono nuovi studi a riguardo?
#5
Buon pomeriggio a tutti

Caro Professore, quali sono i suoi suggerimenti per migliorare l'aderenza terapeutica dei pazienti COPD?
#6
Indubbiamente c'è una correlazione tra esposizione ambientale (indoor e outdoor) e patologia. In occidente si vedono sempre più spesso donne non fumatrici affette da COPD. Nel sudest asiatico è molto alta la prevalenza di BPCO in donne non fumatrici esposte alle esalazioni delle cucine domestiche alimentate con idrocarburi.

Per migliorare l'aderenza credo del BPCO credo sia essenziale:
1 fornire informazioni adeguate al paziente sulla malattia
2 fornire informazioni adeguate al paziente su che cosa ci si deve aspettare dal/dai farmaci
3 scegliere lo strumento ( device) piu' adeguato per quello specifico paziente
4 porsi degli obiettivi specifici e misurabili ( es. CAT) e valutarli nel tempo
#7
Grazie Professore. Vorrei sentire la sua opinione sulla correlazione tra neoplasia polmonare e BPCO
#8
Indubbiamente esiste. Se si valuta la prevalenza del cancro del paziente nei fumatori rispetto ai non fumatori la differenza si vede. Come vede ho parlato di fumatori e non di bpco sebbene in questi sia elevata. Ci sfugge qualcosa: tutti i fumatori sviluppano bronchite cronica cioè tosse ed espettorazione cronica; l'esposizione al fumo è fattore di rischi documentato per cancro del polmonare. Solo 20-25% dei fumatori sviluppa ostruzione bronchiale ( forse di più se si prolunga l'aspettativa di vita). In questi oltre al rischio espositivo al fumo subentrano molti altri aspetti ( attivazione immunologica, rimodellamento, fenomeni cicatriziali/riparativi9 esposizione ad infezioni) a loro volta fattori di rischio per neoplasia. Ovviamente ho parlato di cancro del polmonare, cosa del tutto inappropriata perchè alcuni istotipi sono associati al fumo ed altri non lo sono.
#9
Prof Lei ha dei dati recenti sulla prevalenza della BPCO in Europa?
#10
Buonpomeriggio, ho letto con piacere il forum, volevo saperese lei ha sentito parlare di una nuova tecnica di “decapneizzazione”…magari saprebbe dirmi qualcosa in più?



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